La storia ci insegna che non è importante da dove parti,
ma l’atteggiamento che hai durante il percorso

 

 

Nato in un piccolo villaggio di montagna, da una coppia di pasticceri umile e gentile, Andrea, è stato abituato sin da piccolo a rimboccarsi le maniche. Il padre, Filippo, ha iniziato a portare con sé a lavoro il figlio, a soli 13 anni, gli ha insegnato cosa significasse il sacrificio e il lavoro, a non buttare mai via niente e che ogni cosa che gli venisse data la doveva apprezzare.

All’età di 18 anni, Andrea, terminati gli studi, riceve da suo zio la proposta di raggiungerlo in Germania, inizialmente, i genitori però non sono d’accordo, hanno bisogno del suo aiuto all’interno della pasticceria. Ma Andrea, non ci pensò due volte, la notizia di andare a vivere fuori, lontano da casa, in un posto a lui sconosciuto lo intrigava troppo. Decide quindi di accettare la proposta dello zio, ma fa una promessa ai genitori, cioè che sarebbe andato a vivere in Germania, avrebbe imparato bene la lingua e poi avrebbe aperto un altro punto vendita per poterli aiutare economicamente.

Qualche mese dopo, Andrea partì, e una volta arrivato non perse tempo, iniziò a imparare la lingua, ad adattarsi al nuovo ambiente a fare nuove amicizie e nel giro di qualche mese parlava il tedesco benissimo. Con l’aiuto dello zio e dei suoi nuovi amici iniziò a fare ricerche e ad informarsi per poter mantenere la promessa fatta ai suoi genitori, nel giro di qualche giorno riuscì a trovare un locale, iniziò a pubblicizzarlo e fece di tutto per poter aprire il prima possibile.

I mesi passavano e la pasticceria “Chocolat”, dalle specialità italiane, cresceva sempre di più, era capace di attirare l’attenzione di tutti. Chiunque passava era catturato dal profumo delizio che ne usciva, dal marchio stravagante e dal design impeccabile che c’era all’interno, Andrea era riuscito finalmente, a raggiungere il suo obiettivo, superando di gran lunga le sue aspettative. Sembrava andare tutto alla grande, il negozio cresceva e con sé cresceva anche il fatturato, ma c’era un solo problema…. il ragazzino, cresciuto in un ambiente umile e gentile, partito dal piccolo villaggio di montagna iniziò a cambiare, il successo lo trasformò in un’altra persona. Iniziò a diventare arrido, antipatico, scorbutico, e preso dal successo e dall’incremento dei profitti, iniziò a giocare d’azzardo. Si giocò tutti i soldi che i quegli anni era riuscito a mettersi da parte, insieme ai genitori, per poter espandersi sempre di più.

Un giorno immerso in una delle sue partite di poker, si ritrovò a giocare con Francesco, un giovane imprenditore, che, venuto a conoscenza della storia di Andrea decise di aiutarlo, aprendo insieme un altro punto vendita in Francia. I due ragazzi iniziarono a lavorare insieme, fu il preludio di una rapida espansione di Chocolat in Europa. Tutto sembrava andare a gonfie vele, ma c’era ancora qualcosa che non andava, nonostante l’Azienda continuasse a crescere sempre di più, mancava quella energia, quel benessere interiore all’interno di ogni punto vendita. Andrea e Francesco, a quel punto, provarono incessantemente a capire quale fosse il pezzettino mancante, ma nessuno dei due riusciva a capire quale fosse. I mesi passavano e Francesco, ormai diventato socio dell’Azienda Chocolat iniziò a pensare che il punto debole di tutto fosse Andrea, e che si fosse sbagliato inizialmente nel vedere dentro di lui quell’energia che solo un ragazzo che sin da piccolo si è messo a lavorare poteva capire. Quindi, offrì ad Andrea una grande somma di denaro per uscire dalla società, lui deluso e rammaricato da questa proposta decise di andare via, aveva bisogno di prendere aria, di farsi una camminata e pensare a tutto quello che gli stava accadendo. Non credeva a quelle parole, non riusciva a credere come fosse possibile quello che gli stava succedendo, non poteva abbandonare tutto, tutto quel colosso aziendale che aveva sulle sue spalle, derivava da anni di sacrifici suoi e dei suoi genitori e una persona x non poteva rubargli tutto questo. Ed è proprio in quel momento, quando stava per mollare tutto, ecco che un vecchio signore saggio gli si presenta davanti, lo ferma e gli chiede: “Caro, cosa ti succede? Cos’è quella faccia pensierosa?”, ma Andrea troppo preso dai suoi pensieri e con la musica a tutto volume nelle sue cuffiette decise di non dargli retta e continuare a camminare, ma il vecchietto non aveva nessuna intenzione di mollarlo e decise di seguirlo fin quando Andrea, stanco dei mille pensieri e di questo signore impertinente che lo seguiva, decise di fermarsi e si rivolse al vecchio saggio chiedendogli: “Salve Signore, perché mi segue? Oggi non è giornata, mi lasci da solo.” Il vecchietto a quel punto disse: “Mio caro ragazzo, io sono qui per aiutarti, fidati di me! Dimmi cosa ti porta ad essere così pensieroso.” Andrea, a quel punto decise di confidarsi con il vecchietto, gli raccontò tutta la sua storia, gli svelò che lui è il proprietario di Chocolat, ma la cosa che lo faceva essere così pensieroso e arrabbiato era che il suo “socio” gli aveva proposto una grande somma di denaro in cambio di lasciargli tutta l’azienda nelle sue mani. Il vecchietto lo interruppe subito ed esclamò: “Ho la soluzione che fa per te! Concedimi solo 21 giorni e ti farò cambiare, le tue energie da negative diventeranno positive. Creerò il tuo benessere personale, perché la prima persona che deve avere questa energia per far funzionare al meglio l’azienda sei proprio tu. Ricorda non puoi dare quello che non hai!”, – Andrea colpito dalle parole del signore continuò ad ascoltare silenziosamente- “Il mio obiettivo nei tuoi confronti sarà quello di farti uscire costantemente dalla tua Zona di Confort. Ma per fare in modo che funzioni, mi devi assicurare 3 semplici cose.” Andrea sempre più incuriosito gli domandò quali fossero queste tre cose che servivano e il vecchietto continuò dicendo: “sono la Consapevolezza, la Resistenza e l’Applicazione delle Regole. Ogni mattina, alle 8 in punto ti invierò un messaggio, come promemoria, e tu devi seguire per filo e per segno tutto ciò che ci sarà scritto. Ci rincontreremo tra 22 giorni qui, alla stessa ora. Fidati di me!” E come per magia scomparse.

Ed ecco che, quel vecchietto invece di risolvere i problemi ad Andrea, gliene aveva solo creati molti di più, ma allo stesso tempo quelle parole gli avevano fatto vedere uno spiraglio di luce nella tempesta. Decise, allora, di andarsene a casa e dormici sopra. Il giorno seguente, allo scoccare delle 8, gli arrivò un messaggio, all’interno del quale c’era scritto: “GIORNO 1: OGGI È LA GIORNATA DEL GRAZIE. Recati in azienda, come tutte le mattine, e ringrazia ogni persona che fa qualcosa per te. Di Grazie a chi ti prepara il caffè, a chi si prende cura di te, ringrazia per una telefonata ricevuta da una persona cara, per un lavoro portato a termine ecc.… Ricorda che la gratitudine è il segreto della felicità, e se manca il benessere, tuo e dei tuoi dipendenti, la tua azienda sarà solo una buona azienda e non una Grande Azienda!” Decise, allora, di seguire i consigli del vecchio saggio e iniziò a vedere che con un semplice Grazie, si sentiva meglio e le persone che lo circondavano erano molto più disponibili nei suoi confronti, cosa che non gli succedeva più da anni.

Il giorno seguente, gli arrivò l’altro messaggio: “GIORNO 2: OGGI È LA GIORNATA DEL SORRISO!” e così via per vent’uno giorni. I giorni passavano e Andrea notava che il suo comportamento migliorava, non solo il suo stato di benessere ma anche quello delle persone che lo circondavano.

Nel frattempo, il suo ex socio Francesco continuava ad avere un atteggiamento con i suoi collaboratori molto autoritario, facendo allontanare chiunque, continuando a diffondere un senso di negatività all’interno dell’azienda, da lì a poco, l’intera azienda gli si rivoltò contro. Nel giro di qualche giorno, gli altri soci della Chocolat, decisero che la soluzione migliore era quella di mandare via Francesco, perché era lui l’anello negativo.

Inoltre, all’interno dei punti vendita iniziò a giungere all’orecchio di tutti il cambiamento radicale ottenuto, da Andrea, il quale emanava un senso di felicità e di benessere mai visti; i genitori e gli amici finalmente ritrovarono quel ragazzino pieno di energia, entusiasmo e pieno di obiettivi. Pronto a scalare le montagne più alte del mondo con l’aiuto delle persone che lo circondavano.

Il 22esimo giorno Andrea andò nella piazzetta, dove aveva parlato con il vecchietto, si sedette e aspetto il suo arrivo. Quando arrivò lo ringraziò e gli disse che gli aveva salvato la vita, senza i suoi consigli avrebbe perso tutto ora, invece, grazie a lui l’azienda lavora in modo molto più confortevole e si respira un clima positivo all’interno. Il vecchietto a quel punto gli disse che il suo lavoro era terminato ma prima di andare via doveva dirgli un’ultima cosa che avrebbe dovuto seguire sempre, sennò si sarebbe ritrovato nella situazione precedente:

21 giorni di allenamento sono il modo più semplice per iniziare a formare un nuovo comportamento e per diventare un’abitudine “automatica” ha bisogno di essere coltivata e rinforzata con azioni intenzionali costanti.  Lo scopo di questo allenamento è dimostrarti che puoi sempre cambiare o iniziare un nuovo comportamento, se lo scegli consapevolmente, lo nutri con azioni quotidiane e cominci a sperimentare i benefici del benessere.”

Oggi la pasticceria Chocolat è diventata un’azienda globale, espansa con nuove aziende e siti produttivi anche in Nord e Sud America, Sud-Est Asiatico, Europa orientale, Africa, Australia e, più recentemente, in Turchia, Messico e Cina, Classificandosi tra le prime Aziende al mondo.

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Pino Marangi 

Categorie: CAMBIAMENTO

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